L'ex procuratore milanese: favoriscono chi vuole fare il furbo
Corriere della Sera del 19 febbraio 2005.
Intervista a Francesco Saverio Borrelli.
MILANO - Tre anni dopo l'appello a «resistere, resistere, resistere» contro il degrado
della vita pubblica, Francesco Saverio Borrelli è tornato ad arringare i giudici nell'aula
magna del "suo" palazzo di giustizia. Lasciata la Procura per motivi di età,
Borrelli ha continuato a tare il giudice nei processi fiscali ed è il presidente uscente
della commissione tributaria regionale, carica ora assegnata a Fausto Mariani. In questa veste
ha tenuto ieri la relazione d'apertura dell'anno giudiziario tributario, lamentando che i processi
agli evasori sono stati falcidiati «dal vento dei condoni fiscali».
«L'effetto di sanatorie, amnistie e condoni, istituti poco o per nulla conosciuti
in altri Paesi, è, in qualunque campo, deleterio», ha detto Borrelli davanti
al picchetto d'onore della Guardia di Finanza. Criticando «le amnistie penali che per
alcuni decenni si sono succedute a ritmi triennali» e le «sanatorie edilizie
e urbanistiche spesso esse stesse criminogene per la irresistibile tentazione di riuscire a fruirne
con falsi documentali», l'ex capo dei pm di Mani Pulite ha spiegato che «dalla
ripetizione dei condoni il cittadino trae argomento per nutrire l'aspettativa di un'analoga indulgenza
per il prossimo futuro. Quali che siano le ragioni di Stato o di categoria che ne sono all'origine,
la prospettiva perdonistica incoraggia l'indisciplina, minimizza la percezione dell'illecito,
annulla il potere dissuasivo delle sanzioni riducendole a pure convenzioni linguistiche».
Il condono fiscale, poi, «infligge uno scacco micidiale alla legalità tributaria» e «tradisce
il principio dell'uguaglianza di tutti i contribuenti di fronte alla legge, favorendo i furbi
e i negligenti, mentre coloro che hanno rispettato la legge e adempiuto con puntualità ai
propri doveri rimangono beffati».
P. B., Corriere della Sera
19 febbraio 2005
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