L’ex procuratore milanese: favoriscono chi vuole fare il furbo

Intervista a Francesco Saverio Borrelli

MILANO – Tre anni dopo l’appello a «resistere, resistere, resistere» contro il degrado della vita pubblica, Francesco Saverio Borrelli è tornato ad arringare i giudici nell’aula magna del “suo” palazzo di giustizia. Lasciata la Procura per motivi di età, Borrelli ha continuato a fare il giudice nei processi fiscali ed è il presidente uscente della commissione tributaria regionale, carica ora assegnata a Fausto Mariani. In questa veste ha tenuto ieri la relazione d’apertura dell’anno giudiziario tributario, lamentando che i processi agli evasori sono stati falcidiati «dal vento dei condoni fiscali».

«L’effetto di sanatorie, amnistie e condoni, istituti poco o per nulla conosciuti in altri Paesi, è, in qualunque campo, deleterio», ha detto Borrelli davanti al picchetto d’onore della Guardia di Finanza. Criticando «le amnistie penali che per alcuni decenni si sono succedute a ritmi triennali» e le «sanatorie edilizie e urbanistiche spesso esse stesse criminogene per la irresistibile tentazione di riuscire a fruirne con falsi documentali», l’ex capo dei pm di Mani Pulite ha spiegato che «dalla ripetizione dei condoni il cittadino trae argomento per nutrire l’aspettativa di un’analoga indulgenza per il prossimo futuro. Quali che siano le ragioni di Stato o di categoria che ne sono all’origine, la prospettiva perdonistica incoraggia l’indisciplina, minimizza la percezione dell’illecito, annulla il potere dissuasivo delle sanzioni riducendole a pure convenzioni linguistiche».

Il condono fiscale, poi, «infligge uno scacco micidiale alla legalità tributaria» e «tradisce il principio dell’uguaglianza di tutti i contribuenti di fronte alla legge, favorendo i furbi e i negligenti, mentre coloro che hanno rispettato la legge e adempiuto con puntualità ai propri doveri rimangono beffati».

P. B., Corriere della Sera
19 febbraio 2005