Riporto un articolo di Guido Santevecchi su una bottiglia di vino…

Londra. Indagine dopo che un cliente ha ordinato un Pétrus del 1961 in un ristorante italiano: «Non ha il marchio sul tappo»

«È falsa», giallo sulla bottiglia da 23 mila euro

LONDRA – Una sera da ricordare allo Zafferano, ristorante italiano nel quartiere londinese di Knighstbridge, dove si sono visti il miliardario russo Roman Abramovich, Sarah Ferguson, Mick Jagger e Paul McCartney. Un cliente ordina una bottiglia magnum di Pétrus del 1961: costo 18mila sterline (23 mila euro circa).

Gli esperti lo descrivono come «vino austero, strutturato, con possibilità di invecchiamento in bottiglia dai 50 ai 70 anni. Il prezzo è dato anche dalla possibilità di investimento nel tempo». Il sommelier lo stappa con la giusta procedura, annusa il tappo. Ecco, il tappo è stato questo il problema.

Il cliente ha guardato e ha detto che noi la voleva più. L’ha rimandata indietro perché il tappo non aveva il marchio del produttore: quindi, avrebbe potuto essere un falso. Il manager di Zafferano, l’italiano Enzo Cassini, c’è rimasto malissimo. Ha raccontato al Daily Mail: «Il cliente era piuttosto seccato, aveva un ospite venuto dall’Italia, a quel punto ho assaggiato, tanto era aperto». Cassini ha chiamato Comey & Barrow, una catena di wine bar della City che agisce da agente di Pétrus in Gran Bretagna. Comey & Barrow hanno una specie di servizio investigazioni per premunirsi dalle frodi: tra l’altro hanno foto di tutte le bottiglie tenute nelle cantine della maiso francese che produce il Pétrus.

Hanno mandato il loro direttore che ha lavorato con cura ma non ha potuto sciogliere il dubbio e alla fine ha messo per iscritto: «È impossibile confermare al 100 per 100 l’autenticità di un vino imbottigliato prima del 1964». Fino ad allora infatti il Pétrus era prodotto da un’azienda familiare diretta da Madame Edmond Loubat che era piuttosto primitiva nel tenere un registro e non usava stampi sui tappi.

Ma la storiella per lui ha un lieto fine: il cliente ha deciso di farsi passare l’amarezza con un Mouton Rothschild 1945 da 20mila sterline.


«Basta etichette rare»

LONDRA – E adesso basta con le etichette da decine di migliaia di sterline. Lo dice Enzo Cassini, il titolare dello «Zafferano», che si vanta di avere circa 550 vini in lista: «Si può scegliere bene anche nella produzione più giovane, degli anni Ottanta e Novanta».

Corney & Barrow, la catena di wine bar agente della Pétrus in Gran Bretagna, ora consiglia di distruggere il vuoto della bottiglia incriminata, per evitare che possa essere riempito e riciclato.

Guido Santevecchi
Corriere della Sera, 9 febbraio 2008.

Il cliente di cui parla l’articolo non è certamente un ingenuo. Mi chiedo però perché lui e altri paghino tanto per una bottiglia di vino (se non decine di migliaia di euro, comunque cifre importanti). Certo non per le qualità organolettiche della bevanda. Altrimenti per scoprire la truffa il cliente dell’articolo avrebbe dovuto soprattutto assaggiare il vino, non studiare il marchio sul tappo.